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Critica Al Cattolicesimo E A Tutte Le Religioni Istituzionalizzate

Dio (se di un Dio si può parlare) non ha bisogno di essere rappresentato, ma conosciuto.

Se poi a rappresentarlo sono lupi (travestiti da agnelli) che non sanno andare oltre la strategica inoculazione di un deleterio senso del peccato e di princìpi dogmatici, le speranze di restare spiritualmente vivi sono davvero esigue.

Ogni tentativo di rappresentare Dio su questo pianeta è patetico Dio non è Cattolico, né Islamico, Ebreo o Induista.

Nonostante questa palese realtà (e ogni tentativo di negazione è soltanto un’offesa all’intelligenza) l’accanimento con il quale si tenta di infondere nell’individuo una dottrina che mira alla persuasione della sua natura di vile peccatore, è gigantesco.

Moltissime intepretazioni delle cosiddette sacre scritture (ogni religione ha le sue) mira a far credere che è impossibile salvarsi a meno che non ci si affidi completamente nelle mani di Mamma Chiesa, infallibile, custode di ogni verità… chiunque osi sfidare il suo divin potere o rifiuti il suo amorevole abbraccio, oppure decida perseverare errando nel proprio peccaminoso cammino, brucerà in eterno (e, per quanto mi riguarda, avverto già un certo calore…

). Da ciò emerge chiaramente che la maggior parte delle dottrine stabilite dalle grandi Istituzioni Religiose è stata concepita per far apparire il singolo come un separato da Dio, come una pecorella smarrita che non potrà tornare all’ovile se non per mano del pastore autorizzato, l’unico a cui migliaia di anni fa sarebbe stata rilasciata regolare patente.

Ma la domanda mi sorge spontanea: chi sarà mai questo pastore autorizzato? Forse l’ecclesiastico? L’insieme del clero?

E quale criterio si è usato per il rilascio della patente? Quale esame? Quale autorità l’ha rilasciata?

Verrebbe da pensare che è folle, malvagio, irragionevole, paradossale, solo immaginare una cosa del genere! Invece, proprio su questo pianeta, i pochi sono riusciti a convincere i molti che le regole del gioco sono queste, che la vita funziona così…

Chi mai potrà risarcire la mia dannata intelligenza per quest’altra grandissima offesa?

Piuttosto, se le Religioni Ufficiali me lo permettono, preferisco pensare che (se una divinità esiste davvero) tutti noi siamo il riflesso di quella divinità, che ogni essere vivente è un raggio di luce che si distingue per le proprie qualità luminose, e che nessuno può deliberare normative illuminotecniche ecumeniche. Preferisco pensare che non esistono intermediari, né presunti accompagnatori autorizzati con tanto di patente, e che nessuno è separato dalla Realtà come alcuni desiderano farci credere in ognuno di noi risplende un qualcosa, una luce e tutto è interdipendente, forse è questo che dovremmo innanzitutto comprendere.

Papi, Cardinali, Vescovi, Rabbini, Patriarchi, Imam, Ayatollah non brillano più degli altri, e non sono più sapienti degli altri, e spesso, invece di far luce, oscurano. Gesù fu fra i primi ad accorgersi di questo e disse: «…Guai ai farisei! Perché essi sono simili a un cane sdraiato nella mangiatoia dei buoi, il quale né mangia lui né lascia mangiare i buoi … Farisei e scribi hanno ricevuto le chiavi della conoscenza, ma le hanno nascoste: non hanno saputo entrare essi stessi, né hanno lasciato entrare quelli che lo desideravano. Ma voi siate astuti come i serpenti e puri come le colombe…». Parole sempre attuali, parole che Gesù non esiterebbe a ripetere anche oggi ai rappresentanti delle odierne Religioni.

La spiritualità non abita nelle citazioni bibliche, il prete non ci è superiore in spirito, come noi non lo siamo per lui, nessuno può arrogarsi concessioni divine e pretendere, sulla base di dogmi artefatti, di mettersi al volante e guidare le coscienze.

Probabilmente tutti siamo in tutto e tutto è in tutti e in questo senso di fratellanza dovremmo procedere, all’interno di questo sentimento dovremmo vivere.

Cosa insegnano invece la maggior parte delle Religioni? Proviamo a guardarci intorno! Guardiamo la condizione spirituale dei nostri anziani che da numerosi decenni seguono fedelmente le regole dello spauracchio dottrinale, e poi chiediamoci: cosa sanno quegli anziani di Dio? Come hanno vissuto la propria spiritualità e il sentimento di fratellanza? Cosa sanno della Chiesa? Cosa sanno delle reali volontà di Gesù Cristo (che nessuna struttura intese istituire)? Come vivono l’interdipendenza? Quanto conoscono se stessi? Cosa conoscono dell’uomo? Quale senso hanno dato a quell’esistenza che sta volgendo al termine?

Prova a guardarti intorno, non ti sarà difficile notare l’amara realtà: sono zombie spirituali, ricolmi solo di bizzarre superstizioni, sciocche ritualità e profonde paure inconsce.

Questi sono i frutti millenari che l’albero della Religione Istituzionalizzata ha prodotto e produce in quantità industriali! (“…dai frutti li riconoscerete…” Matteo 7, 16-20 e 12, 33-35 Luca 6, 43-45)

Osservali bene.

Li scoprirai travolti dall’esercizio di ridicoli cerimoniali, persi in lacrimevoli liturgie, e totalmente vuoti del vero senso spirituale e ignari del percorso di profonda ricerca interiore

Ti accorgerai che i più attivi, i più convinti, i cosiddetti praticanti, sono semplicemente quelli sopraffatti dalla regola, rapiti fino alle radici da insensate ripetizioni meccaniche, mentre tengono in mano il loro bel rosario fosforescente in pura madreperla.

Vedrai spiriti abulici completamente traviati dal senso del peccato che hanno gettato al vento la propria dignità…. Ma proprio così li ha voluti Mamma Chiesa: zombie spirituali, facilmente manipolabili, controllabili senza sforzo alcuno.

Molti fedeli (alla causa) pongono l’accento sulla carità sottolineando senza esitazione questo onorevole aspetto che caratterizza l’operato della Chiesa. Fin troppo spesso sentiamo la Chiesa sbandierare il suo impegno in opere umanitarie, ma quante e quali sono le finalità ultime di queste opere? Non sarebbe più utile curare il male alla radice? Formare coscienze più sobrie per abolire le sperequazioni? Prendere risolutamente le distanze dai pii potenti alleati, superpotenze strozzine, partiti politici controllati da multimiliardari senza scrupoli, perfidi speculatori, massoneria e nobiltà decadute?

Gesù Cristo non avrebbe esitato a combattere queste piaghe e probabilmente manifesterebbe in strada al fianco dei no-global!

Mamma Chiesa invece usa la strategia del buonismo e della carità come copertura per le proprie azioni meschine, per compensare l’assenza di reali modelli virtuosi e come promozione pubblicitaria che agevolano le numerose campagne di proselitismo. Sempre a braccetto col potente di turno, Babbo Vaticano non perde mai occasione per fare prediche tanto solenni quanto banali o per elargire ridicole benedizioni funzionali. E noi tutti lì incantati (radio e TV in prima linea) ad applaudire quelle parole scontate, convenzionali, mediocri, che trasudano ipocrisia e farsesca saggezza come lacrime di sangue dalle madonnine.

Ora non vorrei infierire eccessivamente e per questo motivo trattengo molte argomentazioni che avallerebbero il mio ragionamento, consentitemi però di richiamare alla mente le molte organizzazioni laiche le quali, prive di secondi fini, compiono opere umanitarie in modo eccellente, certamente più adeguato ed efficiente rispetto a quelle controllate dagli organismi religiosi.

Sembra che il Vaticano, autopromosso portavoce di Gesù Cristo, abbia completamente dimenticato le volontà del suo presunto fondatore e preferisca adoperarsi più della propaganda per l’allargamento e la conservazione di ampi consensi che dello sviluppo delle umane qualità. La convenienza è prioritaria rispetto al nutrimento dello spirito, così il cattolico medio resta, da sempre, ignaro a se stesso e conforme all’adattabile magistero.

Eppure se l’uomo conoscesse davvero se stesso entrerebbe nell’altro, e se così fosse il naturale senso di amore fraterno, il rispetto per il prossimo, il non-attaccamento alle cose materiali, la spontanea condivisione di beni e risorse, il sano e libero comportamento sessuale, la disponibilità ad integrare diverse etnie e tutto il resto, sorgerebbero spontaneamente in noi, come naturale conseguenza della nostra condizione di Consapevolezza.

Tutto scaturirebbe naturalmente dal centro del proprio sé decontaminato.

Se così fosse tutto ciò che è sano sarebbe naturalmente integrato nel nostro agire quotidiano, si dissolverebbero i sentimenti morbosi… l’astio, il delirio di possesso, la fame di conquista, la competizione maniacale. Tutto si trasformerebbe in bizzarri ricordi…

Forse penserai che sia utopia. Ti rispondo: NO, non è utopia!

Chiari esempi della condizione che ho appena descritto, puoi viverli davvero, e ti vengono offerti da tutti coloro che raggiungono la condizione di vera Consapevolezza.

E la condizione di vera Consapevolezza non si ottiene dall’esterno, né decifrando o interpretando scritti ritenuti sacri. Quel tipo di assimilazione obnubila la mente, ci rende ottusi, incapaci di sondare e vivere nella realtà degli eventi.

Sfortunatamente gran parte dell’umanità, spesso ingabbiata nell’illusione infusa dal proprio credo religioso, soggiace ad una sorta di ipnosi collettiva che costringe ad una condizione di insensibilità e torpore. A tener viva ed accrescere questa ipnosi collettiva contribuiscono, non poco, i diversi mezzi di comunicazione di massa.

L’umanità difficilmente potrà uscire da questa condizione finché le persone che pretendono di dettare regole morali e di rappresentare la divinità in terra saranno come quelle che conosciamo! Purtroppo neanche loro (i preti) sono consapevoli. Pochissimi di loro hanno veramente conosciuto la realtà di se stessi, anzi, per molti di loro è più difficile che per altri (sarà più facile che una corda passi per la cruna di un ago che un prete si liberi dalle nefaste influenze del mito che lo ha soggiogato). Il prete non è quasi mai in condizione di orientare chi lo implora di aiutarlo, poiché ha fatto indigestione delle insignificanti regole morali e di devianti studi accademici (gli stessi con cui riempie i suoi vani e inascoltati sermoni).

Cristo disse: «… Colui che conosce tutto, ma ignora se stesso, è privo di ogni cosa … il Regno è dentro di voi ed è fuori di voi. Quando conoscerete voi stessi, sarete conosciuti e saprete che siete figli del Padre Vivente. Ma se non conoscerete voi stessi, allora sarete nella privazione e sarete voi stessi privazione … Colui che cerca non cessi dal cercare, finché non trova e quando troverà sarà commosso, e allora contemplerà e regnerà sul Tutto … se esprimerete quanto avete dentro di voi, quello che avete vi salverà. Se non lo avete dentro di voi, quello che non avete vi perderà…».

Con queste parole Gesù invitava chiaramente ognuno a conoscere innanzitutto se stessi.

Cristo non chiedeva di donare da una parte per poi magari sottrarre dall’altra.

Non credo sia corretto far passare proselitismo e missioni evangelizzatrici come opere umanitarie, non si puo’ confondere l’accanita ricerca di nuovi adepti con la carità e la devoluzione predicata da Gesù.

Forse per qualcuno queste riflessioni potranno sembrare eccessivamente dure ed infatti tengo a precisare che il mio discorso non è volto a colpire la cosiddetta prima linea cattolica, né quella di qualsiasi altra istituzione religiosa. Non è mia intenzione trafiggere i nobili cuori dei numerosi volontari squisitamente impegnati nel lavoro di assistenza ai bisognosi, ci mancherebbe altro. La mia critica è rivolta soprattutto all’ipocrisia di quegli amministratori che, abusando delle approvazioni che la schiera impegnata in prima linea gli garantisce, continuano a perpetuare il disgustoso gioco di potere che tutti più o meno conosciamo.

Personalmente ho immensa stima ed un profondissimo rispetto per la cosiddetta prima linea della Chiesa cattolica, l’ho più volte affermato in passato, lo confermo ora e lo penserò sempre, il mio cuore ed il mio appoggio (non solo fatto di parole) è decisamente con, e per loro.

Per contro sono ormai troppo stanco di vedere (e questo succede in tutti i campi, non solo in quello religioso) quel gran numero di ministri del culto che il proprio lavoro non lo sa o non lo vuole fare bene, (probabilmente molti hanno indossato la tonaca perché, come si sa, non è per nulla facile oggi trovarsi un buon posto di lavoro, soprattutto sicuro, dove non si fatichi eccessivamente).

Sono nauseato da quei Ministri del culto che, forti del credito che l’infaticabile cosiddetta prima linea gli garantisce, alla fine, procurano soltanto danni (alle coscienze dei loro adepti) trasformando la spiritualità (che purtroppo viene consegnata senza troppe ponderazioni nelle loro ansiose mani sin dalla tenera età) in un guazzabuglio di stupidi riti meccanici e preghierine in rima, da imparare a memoria e da recitare più frequentemente possibile.

Ma dove finisce, mi chiedo arrivati a questo punto, la vera ricerca interiore a cui Cristo esortava?

Cristo ha anche parlato di carità direte voi, è vero, ma secondo la mia umile opinione il suo concetto di carità è stato mal interpretato, stravolto nel suo reale significato.

Egli non ci chiese di creare in suo nome strutture destinate ad inefficaci assistenze ed ignorare nel contempo il resto della popolazione del pianeta che pensa a ristorare le proprie egoistiche perversioni. Egli si soffermò molto sulla priorità che la l’elevazione della coscienza deve avere rispetto ad una beneficenza ipocrita e senza cuore che serve solo a placare i rimorsi…

Cristo diffidò duramente i dottori della legge accusandoli molteplici volte di ipocrisia (e per questo fu barbaramente ucciso).

Egli inviò i suoi discepoli innanzitutto per esortare ognuno a trovare il riflesso di Dio in se stesso e ad essere molto prudente di fronte al falso perbenismo che i farisei rappresentavano. Ci mise più volte in guardia invitandoci a sospettare dei ciechi speculatori (che Egli arrivò a definire serpenti). Ben presto però, e questo è il grande paradosso, quegli stessi speculatori di cui Gesù diffidò, si sostituirono abilmente proprio a quegli apostoli che Egli inviò per metterci in guardia da loro…. e fatalità volle che il cristianesimo si diffondesse proprio per mano di quelli che originariamente erano i nemici stessi di Cristo e che Egli definì serpenti….

Gesù cercò in tutti i modi di farci comprendere che tutti siamo fratelli, che ognuno di noi rappresenta un frammento di Dio, e che ognuno deve assolutamente ritrovare nel proprio intimo il profondo legame che lo unisce indissolubilmente a Lui.

Gesù tentò di insegnare il vero amore fraterno, Egli voleva orientarci verso la fratellanza e la tolleranza dell’uno verso l’altro.

Insistette molto sull’importanza della comunione dei beni, invitando spesso alla collaborazione reciproca, alla decisa lotta contro l’ipocrisia, soprattutto religiosa.

Ma la cosa che molti non hanno compreso è che Gesù si rivolgeva al singolo, non chiedeva una struttura da deputare alla sua causa, era perfettamente consapevole del pericolo che l’istituzionalizzazione delle idee rappresentava.

Per questo è essenziale far comprendere al singolo la straordinarietà e l’elevatezza del messaggio di Gesù, è necessario che ognuno interiorizzi la vera essenza del Suo proclama.

Se l’uomo interiorizzasse il suo messaggio fino a contenerlo realmente, la Vera Carità predicata dal Cristo scaturirebbe spontaneamente dal proprio centro, la solidarietà diverrebbe naturale e non avremmo bisogno di creare reparti logistici da destinare ad un lavoro sconnesso che in ogni caso non risolve i problemi alla radice.

La Consapevolezza Cristiana…. questo è, a mio avviso, ciò che Cristo voleva e che la Chiesa dovrebbe insegnare realmente.

Utopia? Abbagliante chimera?

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