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Teatri Roma

DUTCH JAZZ

Cosa è l’autenticità? Jazz è suonare qualsiasi cosa che senti, che conosci, riflettere su ciò che senti e vedi intorno e dandogli un particolare colore swing.

Sebbene la musica sia stata inventata in America e il blues non sia nato in Olanda, noi siamo sicuramente versatili e siamo sempre stati abbastanza aperti a qualsiasi nuovo scenario che provenga dall’altra parte dell’oceano.

Gli olandesi, come altri europei appassionati di jazz, hanno iniziato imitando gli originali, ma ormai i tempi sono cambiati, maturati. Sin dagli anni ’60, abbiamo introdotto i nostri ingredienti e le nostre specificità. I padri fondatori dell’attuale panorama fusero Breker, Mengolberg e Bennik, senza cercare di essere solo tristi copie, ma dimostrando di essere capaci di ascoltare canzoni e suoni moltoi diversi: ad esempio i compositori del XX secolo, da Schoenberg a Neill, o le bande di attori di strada, fino alle melodie per teatro.

Hanno regalato a questo suono il loro particolare swing e sono così diventati autentici, nel solo modo possibile, interpretando se stessi.

Gli anni ’60 e ’70 furono un periodo di libertà e quella stessa libertà ancora pervade la musica improvvisata dell’odierna Olanda. “Possiamo fare delle variazioni, ignorare una struttura definita e cercare di crearla spontaneamente, una composizione all’impronta” queste le miglior parole per definire il nuovo suono Olandese.

Recentemente una nuova generazione di jazzisti “improvvisativi” sono pronti a conquistare il mondo musicale.

Nella settima olandese a Villa Celimontana ci fa piacere presentare un ampio assortimento di jazzisti olandesi e di musica improvvisata.

Il sassofonista tenore Delius (7 luglio Van Bommel Quartet), ha il cuore in mano quando interpreta brani di compositori del calibro di Cobb, e con questo quartetto suona alcune delle piu’ bizzarre e sorprendenti improvvisazioni collettive mai sentite.

Il giornalista Collar ha recentemente recensito l’ultimo album de trombettista Vloeimans “Le fiabe di streghe e Fate” definendolo un miscuglio di jazz confuso e jazz limpido in cui Vloeimans aggiunge spesso un po’ d’avanguardia.

Con il suo quartetto Hermann invita i musicisti europei emergenti ad interpretare la musica di Byard. Ha anche incluso nel suo favoloso album “Cafè Alto” alcune composizioni di Mangelberg.

Con la sua orchestra “New Cool Collettive” Benjamin porta la musica jazz nelle piste da ballo, con ritmi latini e sonorità spirituali.

Izaline Calister, grande cantante di Curacao, evita di trasformarsi nel clone di un improvvisazione, restando radicata al proprie origini.

Il pianista del Ferro, viaggia per tutto il mondo presentando le sue interpretazioni delle opere napoletane. Inoltre del Ferro può vantare di essere il pianista di Toots Thielemans.

Ed in fine il quartetto d’archi Zapp! Che comprende nella formazione anche un piano e un clavino basso. Aggiungendo questi strumenti creano uno stile basato sull’improvvisazione con riferimenti a Bartok. E questa performance ci riporta dritti all’inizio della musica Olandese.

E’ proprio come ai vecchi tempi, gli esploratori hanno navigato lontano dalla scelta per conquistare il nuovo mondo persino pubblicazioni storiche come “Down Beat” pubblicano regolarmente articoli e recensioni sugli artisti olandesi.

IL PROGRAMMA

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