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Tempi Della Poesia

Il libro

Ben pochi critici hanno seguito la poesia italiana del nostro tempo con l’attenzione di Marco Forti. Curatore per decenni di una collana prestigiosa come «Lo Specchio», oltre che critico militante attivo su riviste letterarie e quotidiani, l’autore di questi saggi ha sempre seguito il lavoro dei poeti con interventi che sono venuti componendo una vera e propria mappa, selettiva e rigorosa, ma sempre serena, della poesia italiana del Novecento. Ne sono testimoni volumi come Proposte della poesia e Nuove proposte, e lo confermano nel loro aperto orizzonte e nella loro articolazione i testi raccolti in questa nuova opera. Tempi della poesia ci offre infatti una serie ampia di ritratti critici, di monografie o medaglioni, che aiutano a ricostruire le vicende e le fasi più importanti di un cammino collettivo che, partendo dall’altissimo esempio di Eugenio Montale, prosegue attraverso il lavoro di maestri nati negli anni Dieci, come Attilio Bertolucci, Giorgio Caproni, Vittorio Sereni, Mario Luzi. Ad essi, e ad altri loro pari, Marco Forti dedica i capitoli che costituiscono l’ossatura di questo libro, capitoli nei quali la tessitura delle loro opere, attraverso le varie fasi che l’hanno segnata nel passaggio da una raccolta all’altra, risalta nella pienezza variegata della sua complessità, dei suoi molteplici risvolti assunti nello scorrere del tempo. Ecco allora, ad esempio, le “virtù melodiche e coloristiche” di Caproni i cui versi si mutano negli anni “in selci e in schegge” di una verticalità “baluginante”, o la “surreale visionarietà” del primo Luzi che si trasforma in una “stratificata spirale di voci e figurazioni, di pensiero e paesaggio”. Ma il lavoro di Forti, critico raffinato e al tempo stesso appassionato compagno di strada dei poeti, continua nel tempo con l’esame puntuale e appassionato di autori di altre generazioni, e dunque con l’apparire e affermarsi sulla scena di nuovi importanti personaggi, come, tra gli altri, Andrea Zanzotto, Pier Paolo Pasolini, Giovanni Giudici, Edoardo Sanguineti, Giovanni Raboni, Antonio Porta. Ed anche questo semplice elenco di nomi ci aiuta a capire lo spirito di osservatore libero e di commentatore equanime, aperto alle più diverse esperienze e correnti della nostra letteratura, che caratterizza l’opera critica di Forti.

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