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Salvalarte: sei anni di successi

Era il 1997, la seconda edizione di Salvalarte era ancora in corso e già cominciavano a vedersi i primi risultati positivi: un’altra testimonianza della nostra storia e delle nostra cultura, un altro tassello del nostro prezioso patrimonio artistico veniva recuperato e restituito alla fruizione dei cittadini. E promotori dell’operazione erano stati anche i giovani, quegli studenti che avevano adottato la chiesa di Santa Pelagia a Torino, imparando così a capire, amare, rispettare un patrimonio che appartiene alla collettività ed è la principale ricchezza di cui il nostro Paese dispone..

Il segnale era chiaro: la scommessa di Salvalarte, la campagna di Legambiente nata nel ’96 proprio per focalizzare l’attenzione sul nostro inestimabile patrimonio artistico, per denunciarne lo stato di degrado e promuoverne il recupero e la valorizzazione, poteva essere vinta. Eravamo sulla buona strada e bisognava continuare.

Abbiamo continuato e ora, alla vigilia della partenza di Salvalarte 2001, può essere utile fare un primo bilancio dei risultati ottenuti e raccontare che cosa è successo, dal 1996 in poi, in alcune città.

Questa fervente attività di sensibilizzazione ha dato i suoi frutti e ha contribuito ad attivare i finanziamenti per i restauri: molti monumenti che facevano parte delle precedenti edizioni di Salvalarte, sono oggi dei cantieri aperti e, in alcuni casi, i restauri sono già stati ultimati. E’ il caso di:

Torino (1997): Chiesa di Santa Pelagia restaurata dopo l’intervento di sensibilizzazione di Legambiente. Si specifica che, grazie anche all’azione di pubblicità operata dagli studenti della scuola media Italo Calvino, si è potuto usufruire di un contributo regionale per il restauro della chiesa di Santa Pelagia, restauro auspicato più volte da questo Ufficio. Firmato: Pasquale Bruno Malara, Soprintendente per i Beni Ambientali ed Architettonici di Torino.

Padova: (1998) Legambiente Padova ha partecipato a Salvalarte nel maggio 98. Da allora Salvalarte non è mai finita ed è tuttora in corso. I padovani, infatti, hanno reclutato una quarantina di “volontari per l’arte” che si alternano per tenere aperti e far visitare al pubblico una serie di straordinari monumenti solitamente chiusi. Si tratta della Scuola della carità, dell’Oratorio di Santa Margherita e dell’Oratorio del Redentore con i loro splendidi cicli di affreschi. Per invogliare ancora di più i potenziali visitatori, periodicamente si svolgono nei monumenti aperti concerti e iniziative culturali.

Arezzo: (1998) Il circolo Legambiente di Arezzo ha partecipato a Salvalarte 97 ed anche in questa città si è continuato a lavorare per cercare di risolvere almeno il problema più urgente, quello della Chiesa della SS. Annunziata. Si tratta di uno dei maggiori esempi di architettura rinascimentale ad Arezzo, ricca di straordinarie e preziose opere d’arte, come per esempio le splendide vetrate cinquecentesche del Marcillat o il dipinto di Pietro da Cortona “L’estasi di S. Francesco”. Eppure, la chiesa è al di fuori dei circuiti turistici tradizionali, sono in pochi a conoscerla e a visitarla. Per questo l’opera di sensibilizzazione condotta da Legambiente è stata fondamentale: sono stati organizzati concerti, dibattiti, visite guidate e, soprattutto, grazie al coinvolgimento della Provincia di Arezzo (principale sponsor), del Comune, della Regione, della Banca popolare dell’Etruria e del Lazio e della parrocchia, sono stati trovati i soldi necessari a risolvere il problema più urgente, quello delle infiltrazioni d’acqua nella cupola.

Viterbo: (1998) A Viterbo Salvalarte è diventata qualcosa di più che un appuntamento primaverile. Quello dei beni culturali, infatti, è un settore in cui i volontari viterbesi sono impegnati dodici mesi l’anno, una sorta di Salvalarte full-time, insomma. E i risultati sono tangibili. Si vedono passando davanti alla Chiesa di San Faustino e Giovita, i cui portali sono stati recentemente restaurati.

Si vedono alla Chiesa del Gonfalone, uno dei massimi esempi del barocco viterbese che, grazie alla collaborazione della Fondazione Carivit, è di nuovo aperta al pubblico. Ma la ciliegina sulla torta è certamente Palazzo Calabresi, la cui facciata decorata a graffito è stata restaurata grazie ai finanziamenti del Progetto Raffaello della Unione Europea che Legambiente presentò con la Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici del Lazio, l’Università svedese di Goteborg e la società inglese Goldshield Communications

Parma: (1999) Centro Bizzozero, attualmente in corso di restauro per diventare la sede di un centro di educazione ambientale gestito da Legambiente;

Verona: (1999) Anche Verona è una fedelissima di Salvalarte e anche qui i risultati si vedono, con grande soddisfazione. Addirittura, a Verona Legambiente è riuscita ad ottenere i fondi requisiti alla criminalità per realizzare il Parco delle Mura, auspicato da anni e previsto anche dal Piano regolatore. Ma andiamo con ordine: nella primavera 95 Legambiente, Italia Nostra e Wwf chiedono al Comune la creazione del Parco delle Mura. Nell’estate dello stesso anno Legambiente Volontariato comincia un’attività di manutenzione, cura e custodia del tratto di mura dei bastioni di San Zeno e San Bernardino, in pratica la più estesa area verde del centro urbano, ma anche la più degradata. Nel 97 e nel 98 il potenziale Parco delle Mura e il bastione di S. Bernardino vengono inseriti nella campagna Salvalarte. Intanto Legambiente continua il suo impegno full-immersion: si cercano finanziamenti, si sfornano idee e proposte, si coinvolgono architetti e paesaggisti per un progetto di recupero definitivo dell’area. E finalmente, dopo tanto lavoro, arrivano i primi finanziamenti. L’area verde verrà è stata resa fruibile dai fondi requisiti alla criminalità (legge 575/65 e successive modifiche): 150 milioni che la Prefettura ha destinato a Legambiente per il progetto di recupero.

Orvieto: (2000) nella Chiesa di S. Francesco, incredibile testimonianza medievale a due passi dal Duomo, sono stati restaurati alcuni affreschi di Piero di Puccio e la chiesa è stata riaperta al pubblico grazie ai volontari che si sono alternati dal 1999 ad oggi, rendendo così possibile l’accesso dei turisti e dei cittadini.

Salerno: (2000) E’ nato il parco eco-archeologico di Pontecagnano, dieci ettari di superficie per tutelare e valorizzare l’antichissimo insediamento dalla storia complessa e stratificata che va dall’età del ferro alla colonia romana di Picentia. Tremila anni di storia protetti in un parco eco-archeologico gestito dai volontari di Legambiente che ne garantiscono la fruibilità.

Matera: (2000) La splendida città di pietra dichiarata dall’ UNESCO patrimonio dell’umanità, ha partecipato a tutte le edizioni di Salvalarte. Ogni anno i volontari di Legambiente segnalavano le situazioni più a rischio proponendo puntualmente anche gli interventi possibili. Soluzioni che, adesso, sono diventate realtà: la Chiesa rupestre di Santa Maria La Vaglia, protagonista della prima edizione di Salvalarte, è stata restaurata nell’ambito di un ampio progetto di recupero di cinque chiese rupestri inserite all’interno del Parco Regionale delle Chiese Rupestri, finanziato attraverso fondi della Comunità Europea. Il progetto prevede anche la realizzazione di un centro visite alla Masseria Radogna che consenta al parco, fino ad oggi un parco di carta, ancora privo persino dell’ente di gestione, di diventare operativo e trasformarsi in una vera risorsa per il territorio.

E non finisce qui: anche la splendida chiesa di San Pietro Barisano, nel cuore dei Sassi, chiusa da tempo e in grave stato di abbandono, segnalata da Salvalarte ’97, oggi è restituita ai cittadini e turisti. Legambiente, inoltre, è impegnata in interventi di recupero che riguardano “emergenze minori”, come per esempio le edicole votive, censite in quel Catasto dei Beni Culturali voluto dall’amministrazione comunale e adottato nel maggio ’98, uno strumento di fondamentale importanza per la pianificazione il governo di una città d’arte come Matera.

Salvalarte a scuola

Da molti anni Salvalarte ha visto a Roma i volontari di Legambiente a fianco degli studenti. Sono i successi ottenuti per il loro impegno e il desiderio di andare oltre che ci ha spinto a varcare i confini convenzionali.

L’idea di un gemellaggio culturale tra gli studenti romani e quelli di Sarajevo, con l’iniziativa “La Scuola Adotta un Monumento per la Pace”, conclusosi a Roma nel novembre 2000, ha offerto a trecento giovani studenti la possibilità di essere consapevoli che la conoscenza del patrimonio culturale favorisce il riconoscimento delle proprie radici, della propria storia, e che costituisce un presupposto anche per la sicurezza sociale, per la pace tra i popoli. Attraverso la conoscenza e il rispetto delle opere d’arte si impara a rispettare la creatività dell’uomo, di tutti gli uomini, indipendentemente da etnie e religione.

Paesaggi: le aree costiere rappresentano una risorsa straordinaria

Il paesaggio costituisce una parte rilevante della identità culturale italiana e una potenzialità unica per la valorizzazione turistica ed economica.

Quest’anno Legambiente, con l’Ufficio Centrale per i Beni Paesaggistici e Ambientali e l’Associazione Civita hanno bandito un concorso di idee, che ha avuto una duplice veste di indagine architettonico-paesistica e fotografica. Il progetto si propone di focalizzare l’attenzione su aree oggi considerate marginali, contraddistinte da valori e caratteri tipici delle diverse coste italiane. L’obiettivo è di indagare forme e caratteri dei paesaggi costieri, individuare e percorsi di riqualificazione, dimostrare che queste zone possono rappresentare fattori di sviluppo e di qualità.

La protezione civile

Sempre più numerose e qualificate le squadre di volontari e volontarie pronti ad intervenire nella messa in sicurezza dei beni culturali in ogni tipo di emergenza. Corsi di formazione, esercitazioni periodiche, attività volte alla valorizzazione di quei beni cosiddetti minori. Queste le principali iniziative messe in campo da Legambiente per rendere più sicuro l’immenso “museo Italia”. Nuovi corsi di formazioni saranno organizzati in tutte le principali città universitarie del nostro Paese.

Tappe Salvalarte 2001

Aprile: 18 Palermo; 19-20 Agrigento; 21-22-23 Catania; 24-25-26 Messina; 27-28-29-30 Napoli. Maggio: 1-2-3-4 Brindisi; 5-6-7-8 Matera; 18-19-20-21 Cagliari; 22-23 Ospedaletti; 24 Genova; 25-26 Torino; 27 Biella; 28-29-30 Milano; 31-1-2 Treviso. Giugno: 3-4-5 Bologna; 6 ­7 Ancona; 8 Macerata; 9-10-11 Terni; 12-13 Firenze; 14 Livorno; 15 Certosa di Calci; 16 San Giuliano Terme.

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