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Comune Di Bard

Bard, un’occasione di ‘partecipazione’ dal basso?

Fausta Baudin, storica stimata e competente, nonché Consigliere della Comunità Montana Monte Rosa, ha scritto alcuni mesi fa su La Stampa una lettera che sollecitava le Istituzioni valdostane locali a pensare alla gestione del forte e del borgo di Bard dei prossimi anni con il coinvolgimento della popolazione. Individuava in Bard, un’occasione per affermare un criterio che oggi non viene assunto.

Non mi sembra infatti che il suo invito abbia ricevuto, per il momento, risposte soddisfacenti. Nel novembre scorso, l’Assessore all’Istruzione e Cultura Ennio Pastoret, nel rispondere, ad un’interpellanza dei consiglieri dell’Ulivo, ha ignorato la richiesta di un coinvolgimento della popolazione ed ha replicato che “il sindaco del Comune ed il consiglio di Bard” sono stati attivamente coinvolti nelle attività di formazione del piano ricordando anche la partecipazione di un rappresentante della Comunità Montana e dello stesso primo cittadino al progetto relativo al “microsistema territoriale” che vede coinvolti anche i comuni di Donnas e Pont-St-Martin. Ha spiegato inoltre che “le iniziative per la preparazione del relativo personale potranno essere programmate in termini operativi soltanto quando sarà stato istituito l’ente di gestione e saranno stati individuati i contraenti per l’esercizio delle attività”. Domanda: com’è composto l’Ente di gestione? Chi decide? Chi governa? Ah, saperlo! Le curiosità, del tutto legittime per chi vorrebbe approfondire e contribuire con progetti mirati e coerenti alla riqualificazione di Bard e allo sviluppo turistico del suo indotto, rimangono senza risposte.

Fausta Baudin, è scettica sulle ipotesi di destinazione del Forte – “studiato da commissioni di super-esperti che hanno prodotto un dettagliato progetto di cui però nessuno ha saputo nulla finora” – perché non le pare vadano nella direzione dell’approccio dal basso, su cui si basano tutti i progetti a finanziamento comunitario.

Da presidente di un’Associazione culturale che opera, in particolare, in quel comprensorio, condivido pienamente le sue perplessità. Ritengo, infatti, che la partecipazione di Associazioni, Enti e singoli cittadini in tutte le occasioni importanti per l’elaborazione di scelte determinanti per un luogo, possa essere di rilevante interesse per il futuro di Bard, nella prospettiva della rivitalizzazione e della valorizzazione del Forte e del Borgo. Ma in che misura allora le scelte sin qui fatte, sono note e condivise?

E ancora, in che misura, il futuro di Bard ha coinvolto le competenze e le professionalità della Valle d’Aosta?

La valutazione, per il momento, è che il piano di riqualificazione del Forte di Bard continui a suscitare dubbi e perplessità nei cittadini. Fino ad oggi, nonostante la replica di circostanza dell’Assessore, non ci sono stati incontri con la popolazione, con chi opera quotidianamente per la promozione culturale e turistica del territorio, per definire insieme le linee d’intervento più opportune per il sistema Bard.

L’ultimo incontro con la popolazione di Bard risale a una decina di anni fa quando, Liborio Pascale Assessore al Turismo, presentò un progetto che vedeva la collocazione di un laboratorio farmaceutico nel Forte. Partecipai a quell’incontro e gli abitanti espressero una disapprovazione totale perché il progetto ignorava totalmente la storia del luogo e non coinvolgeva la popolazione nella sua gestione. Eppure le occasioni per discutere di Bard e delle ricadute economiche sui paesi limitrofi, non mancherebbero.

E’, infatti, nota la notizia che grazie ad un finanziamento dell’Unione europea, pari a oltre 5 milioni e mezzo di euro, verrà realizzato a partire dal prossimo anno, un percorso turistico mirato alla valorizzazione di quel grande patrimonio storico e monumentale che da secoli unisce e caratterizza Pont-St-Martin, Donnas e Bard. Un progetto ufficializzato con la firma di una convenzione tra i sindaci dei comuni interessati, il Presidente della Giunta ed i Presidenti delle società Finaosta e Finbard. Siccome l’allora Presidente Viérin aveva sottolineato “il forte valore simbolico dell’iniziativa volta a favorire quel processo di destagionalizzazione del turismo per rafforzare nel corso di tutto l’anno l’offerta culturale della Valle”, sarebbe importante ritrovarsi con i cittadini del comprensorio per elaborare strategie d’intervento praticabili.

L’esempio del Comune di Fontainemore, che più volte ha interpellato la popolazione su decisioni importanti per il destino della comunità (gli sviluppi legati alla Riserva Naturale del Mont Mars), può rappresentare un buon esempio di partecipazione “dal basso” per la cittadinanza. Informazione e partecipazione sono le azioni che hanno determinato consenso e la sensazione di far parte, a tutti gli effetti, di una comunità attenta ai bisogni di ognuno. A Bard, rischiamo invece di ritrovarci, dopo i 70 miliardi di vecchie lire destinati alla ristrutturazione del Forte, con una struttura la cui destinazione non sappiamo se corrisponda alle esigenze della Comunità.

La partecipazione all’elaborazione delle scelte di un progetto così ampio, non può cadere dall’alto. Troviamo dunque i modi per parlare di Bard! Ritroviamoci per discutere insieme, cittadini ed Istituzioni, del suo futuro. E’ il primo passo per provare a coinvolgere, condividere e decidere. A meno che “les jeux sont déjà faits”, l’Ente di gestione sia già noto, con i soliti nomi, e allora “rien ne va plus!”.

Agnese Molinaro

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