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La Ragazza Che Voleva Di Più

il Corriere della Sera , 23/04/2002

Covacich Mauro , Cody, la ragazza dalle mille maschere

“C’ è qualcosa di generoso anche in un conclamato farabutto – è questo uno degli aspetti più spiritosamente istruttivi del romanzo di Liza Cody – chiunque, anche il più bastardo degli uomini, ha sempre qualcosa da dare. E quindi c’ è sempre qualcosa d a prendere dagli esseri umani. La ragazza che voleva di più è una storia che sa trarre un sacco di simili insegnamenti dal mondo losco e semicriminale dello show-business. Birdie è la classica pupa da rock-star, ma al contrario di quanto solitamente si pensa, non è priva di qualsiasi talento, non è una pupa appunto, bensì è una mente le cui infinite risorse reggono in piedi la rock-star, come ogni altro sistema complesso di produzione da lui alimentato (da vivo e da morto). Case discografiche, m agnati della comunicazione, produttori, ex amici, tutti sperano di far quattrini sulla pellaccia di Jack. Birdie ha amato Jack e ne ha gestito il genio. Sono passati decenni ormai da quando, all’ apice del successo, è stato inghiottito dalla sua vill a in fiamme, e ora lei può forse ritornare in pista sfruttando al meglio ciò che è rimasto del mito – ecco spuntare miracolosamente alcune canzoni inedite. Ma questa eroina schizzata che sembra la versione femminile del Lercio di Welsh, ricca di intu ito animale e capace di bastardate davvero intelligenti, in fondo in fondo raggira il mondo intero a fin di bene. Ad ognuno dà qualcosa e da ognuno prende. Il suo è un continuo gioco di maschere: la dipendente modello, la vedova stile Yoko Ono, l’ ag giusta-talenti in sala di registrazione, la sorella afflitta e bisognosa di aiuto, la femme che seduce anche fuori tempo massimo. La scrittura della Cody ha il brio e il dosaggio di anfetamine della sua protagonista, è artiglieria pesante nascosta ne lle fusa di una gattina, ma soprattutto insegna. Insegna che l’ arte oggi è secondaria rispetto all’ artista, che la droga fa quello che uno si aspetta che faccia, che non bisogna mai squagliarsela da una posizione di debolezza, che bellissime canzon i nascono da scritte mal lette sulla fiancata di un camion.”

“www.rootshighway.it” , 17/04/2002

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