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Mulholland Drive

MULHOLLAND DRIVE – Informazioni sul prodotto

Accade spesso, sin dai tempi di Velluto Blu, che il pubblico rida alle proiezioni di un film di David Lynch, ma non perché attratto dalla comicità di alcune scene o per battute fulminanti pronunciate da qualche attore. Semplicemente perché, a volte, il corpo dello spettatore non ce la fa più a sostenere il peso di quella visione ed il riso è l’elemento di risposta, anche violenta, a quel fastidio, a quella intromissione insopportabile. Ecco, è forse in questo rifiuto, in questo rivoltarsi della coscienza dello spettatore comune nei confronti di ciò che gli viene mostrato, che sta la forza davvero inquietante e misteriosa del cinema di David Lynch. Che è un cinema di ombre, che parte ogni volta da delle realtà che ci appaiono familiari, oggettive, per poi trasformarsi in qualcos’altro, come se un flusso interiore le trasformasse in un qualcosa di ipersoggettivo . È lo smarrimento della visione, la perdita del punto di vista, la fine delle certezze dell’orientamento cinematografico di base. Ma non è cinema sperimentale, il suo. Se lo fosse, sarebbe ai margini del cinema, cineasta riservato ai quattro appassionati cinefili incalliti… No, Lynch è oggi uno dei più grandi ed importanti cineasti viventi, premiato in tutto il mondo per il suo cinema originale ed inimitabile, ed infatti per questo Mulholland Drive ha ricevuto il premio per la miglior regia al Festival di Cannes 2001. Ve lo raccontiamo? Ci proviamo, ma le letture possono essere diverse… Possiamo leggere Mulholland Drive come la storia di due ragazze che si incontrano e si innamorano, una, la bionda Betty (Naomi Watts) che arriva ad Hollywood dalla lontana provincia dell’Ohio, tutta eccitata e raggiante nel suo sogno di sfondare come attrice; l’altra, la mora Rita (Laura Elena Harrin), invece, è vittima di un incidente d’auto nella notte, perde la memoria e vaga per le vie delle colline di Mulholland fino a ritrovarsi nella casa della zia di Betty. Ed il film diviene allora la storia di questa ricerca d’identità con Betty che cerca di aiutare Rita, di cui nel frattempo si è perdutamente innamorata. Contemporaneamente il regista Kasher (Justin Theroux) viene minacciato da dei loschi figuri perché inserisca una certa Camilla Rhodes come protagonista del suo film… E poi accade che Betty e Rita ritrovino un bel gruzzolo di soldi, che vadano ad uno spettacolo di un illusionista, che il regista incontri un misterioso cow-boy, che Rita apra una scatola e… e È tutto una sospensione Mulholland Drive, sospensione della storia, sospensione dello sguardo. E la lettura che abbiamo dato potrebbe tranquillamente essere rovesciata, nel momento in cui Betty diventa Diane, innamorata pazza di Camilla (cioè Rita), e quindi il tutto potrebbe essere solo un lungo sogno della protagonista, che cercava di ricostruire la sua storia d’amore ormai perduta. Il cinema di Lynch ha dentro di sé tutte le storie possibili e non ci seduce solo per questo, ma soprattutto per la forza con cui riesce ad evocare atmosfere, contatti, emozioni. Ecco, Mulholland Drive e il cinema di Lynch, sono un po’ come la misteriosa scatola che, ad un certo punto Rita apre, ed il film ci scaraventa dentro il buio di un incubo nero. Destinato evidentemente a chi ama essere sorpreso dai film (e dalla vita) e non a chi cerca conferme, Mulholland Drive presenta negli extra del DVD un filmato sulla premiazione di Cannes, degli interessanti B-roll, ovvero dei frammenti, dei pezzi di riprese dal set, come un making of non montato o montato del tutto casualmente, che ha però la forza di trasportarci lì, dentro al set, per ascoltare Lynch che spiega le scene alle sue protagoniste. Infine interviste e filmografie a regista ed attori. Insomma un buon DVD, quanto al film: un capolavoro!

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