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Pasolini, Pasolini, Uno Spettacolo Della Rassegna Lo Scenario Sensibile

“Pasolini, Pasolini”, uno spettacolo della rassegna “Lo Scenario Sensibile”

Sullo sfondo un’immagine che ritorna: due occhi vividi, severi, che sembrano giudicare, ma senza usare un convenzionale senso morale, in un viso di “pane” e di “primule”, pronto anche all’amore. E un necrologio iniziale, dichiarazione di un lutto e di una passione senza fine, da parte di una donna, Laura Betti, che ha amato quell’uomo, che ne mantiene viva la memoria e che ha curato una raccolta di testi di atti processuali e accuse di vario tipo intentati in passato contro di lui.

Fra quegli “atti” e l’avventura di una camminata notturna nei quartieri malfamati, elaborata su un testo di Bernard-Marie Koltès, si costruisce lo spettacolo di Paolo Mazzarelli, unico attore, tanti personaggi, tante voci, tante categorie sociali, “Pasolini, Pasolini”, presentato al Théâtre de la Ville il 13 gennaio, dedicato all’uomo delle camminate, dedicato all’assente. In scena, chi lo accusa vorrebbe fare di Pasolini un pupazzo da spogliare, rieducare, distruggere con rabbia; chi invece lo incontra ne fa il compagno di una notte piovosa, solitaria, disperata, ma piena di parole, forse l’ultima notte.

Quegli occhi lontani e grandi, dal fondo del palcoscenico, guardano in profondità, specchi di un temperamento acceso e critico, coraggioso nell’accusa e nella partecipazione allo squallore e al dolore, coraggioso fino a voler rappresentare la morte di Cristo in croce… “vilipendio!” grida come un ossesso uno degli accusatori. Quegli occhi ascoltano, lontani, resi definitivamente assenti dalla morte.

Quale l’alternativa lasciata dai presenti… benpensanti, moralisti, conformisti nell’arte e nell’ideologia? Un moderno, alienante, schizofrenico senso di vuoto, frutto di una totale abdicazione alla libera ricerca. Oppure la pioggia, la semplice gioia di godere la pioggia, di cui ci si è tanto lamentati, perché bagna, accresce il freddo, fa ammalare; prendere la pioggia su di sé, come la vita. Come fa il ragazzo che ha “abbordato” nella camminata il compagno occasionale.

Come fa il giovane ideatore e attore dello spettacolo che, è stato giustamente sottolineato da Valeriano Gialli, curatore della rassegna teatrale, durante l’incontro fuori scena, di Pier Paolo Pasolini non ha rielaborato testi e sintetizzato messaggi ideologico-culturali, ma ha provato a cogliere l’impressione dell’uomo, il suo umore, qualche riflesso del suo passaggio nel mondo. Punto di vista originale. Bravissimo.

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